Claudio Caniglia | GENITORI PER SEMPRE…?!
Schermo intero
10 agosto 2015

GENITORI PER SEMPRE…?!

Ieri mio figlio Carlo, 14 anni ancora da compiere, ha fatto da skipper per l’intera uscita in mare a me e Paola sul catamarano Hobie Cat 16 ribattezzato Zampy Cat per via della vela sponsorizzata con il marchio del mio negozio.

Una gran bella soddisfazione vederlo all’opera in tutta autonomia senza aver fatto nulla di particolare se non portarlo con me nelle uscite delle ultime due stagioni estive.

Vederlo autonomo anche nel prepararsi il cibo, rimanere tranquillo da solo quando non ci siamo, gestirsi la giornata secondo le proprie necessità, accudire i nostri cani da pastore belga, mi rende felice e mi fa pensare che il mio compito di genitore si sta velocemente esaurendo.

Certo che rimarrò sempre il suo genitore, ma è proprio qui che volevo arrivare ed è anche il motivo di questo blog, ovvero quanto è fisiologico che un genitore rimanga genitore per come viene inteso oggi…?!

Conoscenze acquisite nell’ultimo anno mi hanno confermato quanto pensavo e permesso di approfondire proprio il ruolo del genitore nell’essere umano, l’unica creatura della terra in cui è prevista una fase adolescenziale relativamente lunga rispetto alla vita stessa dell’uomo.

Ebbene, la fase adolescenziale ha un ruolo ben preciso nello sviluppo perché dovrebbe permettere di raggiungere la totale autonomia dell’individuo; purtroppo nella nostra società questo è molto raro che avvenga, ovvero la gran parte dei figli vivono e dipendono dai genitori ben oltre la fase adolescenziale.

È facile capire che questa è di certo una disarmonia della società stessa, forse voluta e creata ad arte per interessi, ma non è questo il luogo per tale argomento che è piuttosto lungo, complesso e “pericoloso” (magari sarà argomento di un prossimo blog…)

Una disarmonia che non è presente in nessun altra creatura, ovvero qualunque specie animale ha un periodo ben definito oltre il quale il figlio non fa più parte della coppia, ma diventa una creatura autonoma, che a sua volta darà vita ad una coppia totalmente slegata dalla precedente e così via…

Una disarmonia che non permette all’individuo di diventare autonomo secondo i tempi stabiliti dalla natura, ovvero la nostra società sta sovvertendo la natura, arrogandosi delle competenze che invece non gli competono.

La nostra società vuole riscrivere le leggi della natura e questo non è possibile perché in natura è già tutto scritto, ben stabilito e perfettamente funzionante!

Essere in disarmonia con le leggi della natura significa distaccarsi da essa, non farne più parte in modo integrato, in ultima analisi significa andare contro natura con tutte le conseguenze del caso.

Il figlio che rimane dentro la coppia oltre i tempi naturalmente previsti e/o con un ruolo diverso da quanto stabilito naturalmente è causa di problemi anche per la coppia, arrivo a dire che è una forma di adulterio accettato.

 

Tutti i figli devono fare la loro strada, vivere la loro vita in autonomia dai genitori, solo così terranno i genitori nella dovuta considerazione, ma senza esserne legati da un cordone ombelicale invisibile ai più.

Tutti i genitori devono lasciare liberi i figli di fare la loro vita, le loro scelte, senza riversare su di essi le loro aspettative, cercare di realizzare con i figli i loro progetti più o meno mancati.

 

Personalmente ritengo che il ruolo di genitore sia molto più semplice e meno invasivo di quello che ci vogliono far credere.

Personalmente sto cercando di insegnare a mio figlio a mantenere sempre viva la gioia di vivere, anche nelle difficoltà che inevitabilmente la quotidianità ci riserva, a non essere sottomesso ai poteri degli uomini, non essere schiavo dei sistemi dell’ambizione e della competizione, non dare importanza e peso al giudizio, alle parole, alle aspettative, ai ragionamenti, alle opinioni, alle convenzioni e alle convinzioni degli uomini, non riconoscere mai come guide e riferimenti altri uomini, riconoscere come unico faro e Signore colui che la vita ce l’ha donata senza voler nulla in cambio.

Che poi mio figlio farà il manager di una multinazionale o il pescatore di sardine, per me non cambia proprio nulla…

Mi direte, e “l’amore di mamma e papà” in questo contesto dove finisce…?!

Risposta: se è Amore non finirà mai, se è controllo, possesso o un surrogato, allora è meglio che finisca il prima possibile per il bene di tutti i soggetti coinvolti!

Amare ed imparare ad amare, questo si che è difficile, ma è anche il destino dell’uomo, il vero motivo della nostra esistenza!!

 

P.S.: se dopo aver letto questo blog siete perplessi, tranquilli, è abbastanza normale… se invece siete sconvolti vi consiglio di non aprire neanche il prossimo blog… :-)

1 commento

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    Grande verità !!!Grazie Claudio condivido in pieno tutto quello che hai scritto !!!…oltre ad essere un ottimo impremfitote scopro un altra qualità… MAESTRO di vita !!!!!GRAZIE .,.consigli davvero preziosi x crescere questi figli …che non sono di nostra proprietà !!!

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